Apertura della successione

Quando avviene e quali diritti sorgono per i chiamati all'eredità

Quando una persona muore, il suo patrimonio non resta senza titolare: la legge stabilisce un momento preciso, chiamato apertura della successione, a partire dal quale i chiamati all’eredità possono iniziare a esercitare i propri diritti sul patrimonio del defunto (il cosiddetto *de cuius*). Capire quando e dove si apre la successione non è un dettaglio tecnico: da questo momento partono i termini per accettare o rinunciare all’eredità, per impugnare un testamento e per presentare la dichiarazione di successione.

Quando e dove si apre la successione

Secondo l’articolo 456 del Codice Civile, la successione si apre nel momento della morte, nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto. Questo secondo elemento ha conseguenze molto concrete: è il tribunale del luogo di ultimo domicilio a essere competente per le eventuali cause ereditarie.

Non conta la residenza anagrafica in sé, ma il luogo in cui la persona aveva effettivamente stabilito la sede principale dei propri affari e interessi: nella maggior parte dei casi coincide con la residenza, ma non sempre, e in caso di dubbio può diventare un punto da chiarire con il proprio avvocato.

Le tre vie della successione: legittima, testamentaria e necessaria

La legge italiana prevede tre modalità, non alternative ma che possono convivere, con cui il patrimonio di una persona passa ai suoi eredi:

Successione legittima: opera quando manca un testamento (o quando il testamento non dispone di tutti i beni). È la legge stessa a individuare gli eredi e le rispettive quote.

Successione testamentaria: opera quando il defunto ha lasciato un testamento valido, entro i limiti che la legge impone a tutela di alcuni familiari, chiamati legittimari.

Successione necessaria: tutela sempre coniuge, figli e, in loro assenza, genitori (i legittimari), a cui spetta una quota minima di eredità che né un testamento né donazioni fatte in vita possono cancellare del tutto.

Questi tre meccanismi si intrecciano spesso nella pratica: un testamento può essere valido ma se lede la quota riservata a un legittimario, chi ne ha diritto può agire per far valere la propria quota, senza che questo comporti l’annullamento dell’intero testamento.

Cosa entra (e cosa non entra) nel patrimonio ereditario

Oggetto della successione è l’intero patrimonio del defunto: l’insieme dei rapporti giuridici trasmissibili, sia attivi (immobili, conti correnti, titoli, quote societarie, crediti) sia passivi (debiti, mutui, obbligazioni verso terzi). Si estinguono invece con la morte del titolare i diritti strettamente personali, come l’usufrutto vitalizio su un bene o alcuni incarichi non trasferibili per loro natura.

Cosa fare in pratica nei primi passaggi

Prima ancora di affrontare testamento e quote, è utile:

  • individuare se esiste un testamento (pubblico, olografo o segreto) e dove è conservato;
  • farsi un’idea, anche di massima, della composizione del patrimonio (beni e debiti), perché da questo dipende la scelta tra accettazione pura e semplice, con beneficio d’inventario o rinuncia;
  • tenere presente i termini di legge, in particolare quello di dieci anni per accettare l’eredità e quello per la dichiarazione di successione.

Vuoi capire quali passi seguire dopo l’apertura di una successione?

-> Chiedi all’esperto: https://www.eredita.info/chiedi-all-esperto/

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